Commemorazione del Professore Roberto de Marco

Mercoledì, 14 Ottobre 2015 10:08

La SISMEC dedica questa comunicazione alla commemorazione e al ricordo di Roberto de Marco, nostro amico e collega e socio impegnato da sempre nella nostra Associazione. Lo vogliamo ricordare a nome di tutti con le parole di Gianni Corrao e con quelle dei suoi allievi e collaboratori più stretti che hanno condiviso con lui gli impegni di ricerca e di insegnamento all’Università di Verona. Ci auguriamo che questo possa conservare il suo ricordo tra di noi e farcelo sentire ancora e sempre presente nella nostra vita di tutti i giorni.

Franco Cavallo

 

 

"Venerdì scorso, 9 ottobre 2015, dopo una lunga malattia si è spento serenamente Roberto de Marco. Chi l’ha conosciuto a fondo ha perso un amico e da oggi sarà un po' più solo. Chi l’ha avuto come collega ha perso l’esempio di un uomo appassionato, a volte burbero, spesso ironico, sempre limpido e cristallino. Chi l’ha avuto come professore e ne ha seguito le orme nel meraviglioso percorso della ricerca scientifica ha perso il Maestro.

Roberto si è laureato a Pavia nel 1976, ha incontrato la disciplina nei banchi della Scuola di Specializzazione in Statistica Sanitaria di Pavia, straordinaria fucina di statistici medici ed epidemiologi clinici per tanti anni. La sua viva intelligenza, unita a una diffidente curiosità prima, e a una smisurata passione per la ricerca dopo, l’hanno indubbiamente aiutato a percorrere molto velocemente la difficile strada dell’accademia: ricercatore a Pavia nel 1981, professore associato a Pavia nel 1988, professore ordinario a Verona nel 1991.

Presso l’Università di Verona ha costruito con tenacia una brillante Scuola di Statistica Medica ed Epidemiologa Clinica che tutto il mondo ci invidia. Questa è l’eredità che Roberto ci lascia."

Gianni Corrao

 

"Roberto amava profondamente la vita, comunicava agli altri gioia di vivere e dedizione per la propria professione, che per lui era una passione, da seguire con il cuore e con spirito libero, fuori dagli schemi e in modo indipendente da qualunque condizionamento. In un incontro scientifico internazionale, Roberto era stato definito un “anarchico”. Lui rispose: “In inglese, ricercatore si dice anarchico?”.

Roberto si interessava ai problemi delle persone, ma riteneva che non si potesse dare una risposta individuale a questi problemi, ma solo una risposta collettiva. Per questo ha abbracciato con entusiasmo l’Epidemiologia, che studia la salute della popolazione e i fattori che la influenzano.

Roberto era un ricercatore di altissimo livello scientifico, animato dal desiderio di dare speranza ai giovani. Lanciare i giovani nell’agone scientifico, coinvolgendoli in progetti internazionali e responsabilizzandoli con incarichi scientifici era una sua priorità. Ha creato una scuola numerosa: i suoi allievi si trovano non solo a Verona, ma anche negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Spagna.

Roberto era una personale originale, arguta. Un Professore australiano, con il quale aveva da poco avviato una collaborazione internazionale, ha ricordato: “I remember Roberto once said that a scientific collaboration is like a marriage. So in a sense, we have all been widowed”. Ancora una volta Roberto è riuscito a sorprenderci con la sua intelligenza."

I suoi allievi della Sezione di Epidemiologia & Statistica Medica